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Carta e web: fate l’amore non fate la guerra.

Scritto il 31 gennaio 2011 da Chiara Azalea (Social Media & Community Specialist)

Una strategia di comunicazione multicanale per raggiungere i clienti ovunque.
E’ all’ordine del giorno l’accusa della Federazione Nazionale Stampa Italiana che, in occasione della seconda giornata di lavori del 26esimo congresso nazionale del Sindacato dei Giornalisti,  ha definito “concorrenza quasi sleale” quella fatta da web, social network e motori di ricerca al giornalismo tradizionale, in termini di raccolta pubblicitaria e di vendite complessive.

Che il trend degli introiti pubblicitari dei giornali sia in discesa è ormai dato certo. Stando ai dati resi noti nel comunicato ufficiale FNSI, nel 2009 è stato registrato un drastico calo del 16,4% cui si è aggiunto un 6% in meno delle vendite complessive.

Come comunicarsi: quanta carta e quanto web?
Il nodo della questione credo vada ricercato a monte.
Perché un’azienda dovrebbe decidere di comunicare la propria immagine e i propri messaggi sulla carta e perché sul web?
Tiratura e accessi, pay per click e costo dell’inserzione, sono solo modi diversi per ponderare e quantificare uno stesso rapporto di qualità / prezzo.
Quanta visibilità mi dà l’annuncio in un giornale sfogliato lentamente davanti a un caffè? Quanto un banner che mi appare mentre consulto la posta? Quanto potenzio il mio brand se vengo citato da un quotidiano? Quanto se la mia pagina fan su Facebook raccoglie migliaia di fan e di like?

Vince chi usa più canali per comunicare
Da figlia della carta, successivamente migrata al web, ho avuto modo di prendere coscienza di limiti e opportunità di entrambi i canali comunicazione.

Personalmente credo che sia la carta che il web sappiano offrire infiniti poteri di promozione e comunicazione proprio perché raggiungono target di utenti diversi, utilizzando linguaggi spesso differenti.
Per questo, nell’ottica di una comunicazione aziendale efficace, l’uno non può escludere l’altro.
Nell’era della sovrabbondanza di informazioni utilizzare più linguaggi, combinare canali diversi e saperne monitorare i risultati, diventa una carta vincente in grado di trasformare le criticità in opportunità da esplorare.

Canale che vai, linguaggio che trovi
Partendo da questa consapevolezza diventa importante strutturare un sistema di ufficio stampa modulato che abbracci web, social network e carta stampata, proponendo messaggi diversi in base al canale in cui vengono veicolati.
Abbiamo sperimentato un ufficio stampa on e off line per promuovere la nostra vittoria all’interno di concorsi nazionali, come l’Interactive Key Award.
In base alla tipologia di messaggio abbiamo individuato una serie di canali congeniali al nostro obiettivo di comunicazione, realizzando soluzioni ad hoc.
Che sia un video per Youtube, un articolo per un quotidiano, un post su Facebook, un tweet, un’inserzione pubblicitaria in un periodico, il filo conduttore resta lo stesso: comunicare in maniera mirata ed efficace chi siamo e cosa facciamo, sfruttando i canali che i nostri utenti prediligono.

Anche il comunicato stampa, nella sua accezione più tradizione del termine, deve essere plasmato in base al medium in cui sarà veicolato.
Se si tratta di cartaceo la sola regola è informare e catturare l’attenzione, se si tratta di web impossibile trascendere da logiche di posizionamento, link popularity e ottimizzazione di testi.

Dopo la semina, si analizza il raccolto
Una volta lanciati tanti diversi semi in altrettanti differenti canali comunicativi, l’importante è controllare con attenzione il frutto della nostra “semina” e ricalibrare il tiro in base ai risultati.
Per fare questo è importante strutturare un sistema di monitoraggio dei risultati che affianchi alle più innovative tecniche di ricerca sul web la classica rassegna stampa cartacea e permetta di salvare i risultati in base a una logica prestabilita.
Abbiamo sperimentato una piattaforma personalizzata indagabile per parole chiave in grado di offrire una visione complessiva sull’andamento di una campagna di comunicazione on line e off line, facilmente “sfogliabile”, caricabile su altri supporti e soprattutto costantemente aggiornata.

Carta e web fate l’amore e non fate la guerra. Un’azienda per comunicare ha ancora bisogno di entrambi.

7 Commenti

Vorrei evidenziare un punto che emerge dal tuo post. Per definire il giusto mix occorre aver ben presente che “ogni strumento si rivolge a target di utenti diversi, utilizzando linguaggi spesso differenti”. Questi due elementi sono fondamentali e vanno contestualizzati nella propria realtà aziendale. Ma una volta definità al giusta strategia multicanale non è finita qui, è un percorso in continua evoluzione, fatto di prove ed errori, perchè il comportamento stesso dell’utente è in continua evoluzione. Non facile, ma di sicuro una bella sfida x chi mastica pane e marketing!

Federica31 gen 11

Di carta? Ne rimarrà solo una: Quella igienica

Cris31 gen 11

@Cris La tua è una previsione abbastanza probabilistica, sempre che non inventino ( o magari esiste già) un App che sostituisca la carta igienica :)

Tornando al mio post, secondo me è importante contestualizzare.
Allo stato attuale delle cose, anche se il trend evolutivo è ASSOLUTAMENTE chiaro per tutti, credo che una strategia di comunicazione efficace debba ancora abbracciare sia carta che web.

Comunicare SOLO su carta è anacronistico ( 6 troppo indietro! ) ma anche SOLO su web credo che lo sia ( 6 troppo avanti!).
Come sempre la giusta chiave è essere contestualizzati, cercare di rispondere alle esigenze di un mercato che ANCORA parla il linguaggia della carta e quello del web.

Dare più spazio al web, usare la carta solo come “aggancio” dirottando poi al digitale, stimolare l’integrazione on e off, sono tendenze innegabili da percorrere e da anticipare, puntando, ancora per un po’, sulla multicanalità come valore aggiunto.

Chia01 feb 11

prima i fatti

• il canale principale è il web, termine con il quale comprendo tutto il mondo digitale
• la televisione rimane importante per alcune tipologie di prodotto, meno per altre, si frammenta in mille micro canali tematici, in questo assomigliando sempre di più al web.
• La televisione è il prossimo media che cambierà radicalmente nei prossimi 5 anni (vedi google TV, apple TV, netflix, tivo, etc…)
• La carta stampata è già morta ma ancora non vuole ammetterlo
• Il web funziona meglio se viene lanciato dagli altri mezzi in sinergia, ma come appoggio, come innesco, la base è il web.

Poi le opinioni

• Le nostre aziende (PMI che incontriamo ogni giorno, clienti e non ) lo hanno capito
• hanno paura di lasciare la via vecchia per quella nuova, di spostare i soldi dai vecchi modi (fiere, cataloghi, pagine, etc..) ai nuovi
• Quindi cercano di affrontare i nuovi modi (web) con pochi soldi, ancora troppo pochi, questo perché il budget web si aggiunge al resto, non si sostituisce.
• Hanno paura, resta da vedere quale paura sarà più forte, servirà ancora un po di il mercato che corre, le vendite in calo, concorrenti che mordono per farli saltare dall’altra parte del fosso.

Questi i mei 5 cents

Claudio Tonti01 feb 11

Anche quando hanno inventato la radio la stampa doveva morire ed era “solo” due secoli fa… Lo spunto fate l’amore non fate la guerra è brillante e intelligente. Un blog che si confronti con un giornale viene asfaltato dal fatto che la gente è ancora abituata a dare più credenziali a un giornale che stringe tra le mani perché presuppone, un direttore, una redazione, una tipografia…
viceversa, il 2.0, il prodotto web come questo sul quale io posso dire la mia è insuperabile per il quotidiano dove spesso è difficile persino telefonare con tutti i filtri che ci sono. La chiave secondo me è che l’informazione veloce non può che passare per internet, ma l’analisi e l’approfondimento difficilmente abbandoneranno la carta. così come i libri… af

consumazioneobbligatoria08 feb 11

Thanks for inviting me in on this discussion…I will admit that readership of newspapers have gone down but study has shown the overall readership of print newspapers* is down 11 % in the past year, from 86.4 million in April 2008 to 76.7 million. But the total number of visitors to online newspapers category is up 5 percent during that same period. So what does that say? Keep in mind the number of readers of news content online has increased by 8.6 million people.

Therefore newspapers need to start looking for approaches that will attract these consumers to their own sites, the newspapers must explore alternative ways – including using social media or distributed content as potential distribution models – to reach this audience as the Internet becomes the preferred medium for news consumption.

By continuing to evolve their services in a way that aligns with their consumers’ preferences, they may be able to identify alternative ways to offset the revenue lost from their declining print channel.

Gabriella Sannino09 feb 11

e se dipendesse dal prodotto (un detersivo è diverso da un conto corrente on line) o dal target di cliente (l’internauta giovane o vecchio che sia passa il suo tempo in maniera diversa dal professionista che ha bisogno dl sole 24 ore per il suo lavoro) ?
credo che col tempo siano aumentate la complessità ma anche le opportunità del fare marketing oltre che l’affollamento di media e campagne, ma questo mi induce a non trarre conclusioni radicali e a tenere i piedi ancora su piu staffe valutando caso per caso il giusto mix

fabio gentilucci13 feb 11