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Mio Figlio, Repubblica, Baricco, Marchionne e Steve Jobs

Scritto il 30 agosto 2010 da Claudio Tonti (Digital Strategist)

Sembra un’accozzaglia di nomi fatta a caso, ma a tenerli insieme c’è l’ultimo pomeriggio passato al mare con mio figlio di 4 anni.

Con lui un patto, tu giochi con i soldatini, io leggo il giornale, lui mi risponde: ok, pacta sunt servanda, che spettacolo!

Acquisto il giornale ed inizia la mia epifania. Letta la prima pagina diventa impossibile sfogliare il giornale a causa della debole brezza che mi ristora, ma mi fa impazzire, per cercare di ripiegare le pagine in una forma accettabile da sdraiato. Sto cercando commenti al discorso di Marchionne al Meeting di Rimini. Ne ho sentito solo i 10 minuti iniziali in diretta su sky quella stessa mattina, giro, rigiro, accartoccio, poi mi rendo conto che non può esserci nulla, il giornale è andato in stampa ieri sera, il discorso è finito da poche ore.

Decido di aggirare il problema vento, scarto tutto e passo all’inserto R2, un bell’articolo di Baricco sui Barbari 2 anni dopo, sulla ricerca del significato che non necessariamente si nasconde nel profondo delle cose. Bello, moderno, come poche cose che ho letto recentemente, visionario, come la migliore fantascienza di Gibson.

Avrei cose da dire, ma nessun posto dove scriverle o annotarle, vorrei sapere di più sul suo libro I Barbari da cui prende spunto, se potessi lo inizierei a leggere subito, mi piacerebbe anche sentire direttamente l’autore che ne parla, se fosse possibile. Ho tempo, mio figlio gioca tranquillo e la brezza mi accarezza.

Proseguire nell’inserto è difficoltoso, argomenti che non mi interessano e la mente su quelli precedenti.

Ritorno a pensare al discorso di Marchionne, ricordo poche cose, certamente una bellissima frase sul cambiamento e sulla paura che porta con se. Oltre a questo il cambiamento non viene elogiato in quanto tale, ma, essendo necessità di fondo per dialogare con un mondo sempre più complesso che cambia a sua volta rapidamente, c’è l’invito a vederlo come un potente strumento da governare per disegnare il futuro. Occorre capire cosa vogliamo portarci nel nuovo mondo dal vecchio, gestendone la mutazione per usare le parole di Baricco.

Se solo 1 dei 1000 politici che ci governano avesse usato quelle parole saremmo salvi, invece siamo spacciati.

Marchionne e Baricco descrivono lo stesso mondo, hanno la forza di non giudicarlo buono o cattivo a priori, ma prendono atto che è la realtà con cui dobbiamo confrontarci. Entrambi vedono la possibilità di utilizzare ciò che l’oggi ci consegna per cercare, costruire, disegnare il mondo di domani.

Butto il giornale ormai ridotto ad un ammasso di carta nel cestino,  rimpiango di aver lasciato a casa il mio iPad e mi metto a costruire un castello di sabbia per mio figlio ruotando il manico della paletta come una trivella per costruire una galleria nella sabbia dura, spiegandogli che le cose possono essere utilizzate in tanti modi creativi, non solo quello canonico.

Lui, mentre giochiamo continua a chiedermi cose su tutto quello che incontra con lo sguardo e con la mente, facendomi notare che ogni tanto io mi distraggo dal gioco. E’ decisamente un Barbaro.

4 Commenti

Ho imparato due cose da questo articolo. La prima è che non si deve mai dimenticare l’iPad a casa, la seconda è che mi piacerebbe essere tuo figlio :D

Fabio30 ago 10

sull’iPad sotto il sole non si legge nulla! sì, ci sarebbero state tante risorse collegate all’articolo, tutto il web a portata di polpastrello, ma… in bocca al lupo a chi iPadda all’aperto.

mauro10 set 10

All’ombra si legge, certo il device ideale sarebbe la tecnologia di kindle a colori sul sistema operativo di apple. Ma questi sono dettagli, tutti i precursori sopportano un po scomodità perchè intravedono la destinazione e non si curano delle difficoltà del viaggio.

Claudio10 set 10

Con la figlia piccola, dopo ogni scultura di sabbia o esibizione con l’aquilone a quattro cavi è d’obbligo la lettura in spiaggia con l’Ipad. Unico elemento da non avere accanto sono le figlie adolescenti che te lo levano di mano per andare su Facebook.
Il massimo è leggendo l’articolo di Baricco su Wired di Settembre in versione iPad. Con la brezza settembrina e una bibita fresca accanto.

Giovanni Re16 set 10