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L’evoluzione darwiniana dei social

Scritto il 15 luglio 2010 da Dagmara Bastianelli (Web Content Specialist)

C’era una volta il Forum, luogo virtuale dove discutere assieme ad altri utenti di un determinato argomento. C’era una volta MySpace, vetrina personale per farsi conoscere e fare amicizia. C’erano una volta le prime  business community, portali di aziende che strizzavano  l’occhio all’utente offrendo informazione e svago, sperando di sfondare su Second Life.

In questo periodo non si parlava ancora di Facebook e Twitter. Figurarsi di Linkedin e Foursquare: questo era il panorama social nel “lontano” 2007!
In quel periodo ho dedicato la mia tesi al futuro delle community web per le aziende che, secondo dati e previsioni di esperti, sembrava appunto essere MySpace, Second Life e Forum.
A distanza di tre anni, lo dimostra il tentativo di divulgare la mia tesi ai posteri (leggi “vendere”), mi rendo conto che quello che ho scritto non è più attuale perché il processo evolutivo dei social ha deciso simpaticamente di prendere una piega diversa.

Perché Facebook e non MySpace? Perché i forum, pur esistendo ancora, sono meno frequentati rispetto al passato? Perché chi studia Scienze della Comunicazione oggi non sa bene cosa sia Second Life? Io ho una mia idea in proposito.

I cambiamenti nel mondo del web, e più in generale nel mondo della tecnologia, non sono sempre prevedibili, e sono sicuramente molto veloci. Quello di Facebook e Twitter è un successo che però  forse poteva essere previsto già dagli albori, quando è nata la rete.
La comunità, secondo quella complessa scienza che è la sociologia, è una struttura organizzativa sociale in cui gli abitanti hanno delle caratteristiche comuni. Le community virtuali non sono altro che un’espressione e manifestazione moderna di questo concetto.
Pierre Levy, filosofo che mi ha fatto compagnia per ben tre anni di Università, ha detto che “I nuovi media creano un passaggio dalla comunicazione uno-molti tipica dell’era della televisione a una comunicazione tutti-tutti“. E sono proprio questi i principi generatori dei “Social Media“ odierni. Proprio in questo tipo di comunicazione, partecipativa e diretta, sta il successo di Facebook e delle aziende che lo usano.


Oggi, grazie a Facebook e Twitter, le organizzazioni hanno un nuovo modo per essere a stretto contatto con il target.
Il web è infatti dominato dalle esigenze e desideri di chi lo frequenta, e sono questi utenti a determinare il successo e insuccesso di uno strumento. Second Life non era uno strumento abbastanza democratico perché aveva dei limiti, come la necessità di pagare molti dei servizi, mentre MySpace ha impegato anni (troppi diciamocelo!) per offrire ai propri utenti servizi di condivisione dei contenuti semplici e immediati. Con i Social come Twitter e Facebook si raggiunge invece questo gradino magico, che appunto oggi permette ad un’azienda di trovare in essi uno strumento semplice e immediato di contatto con gli utenti e di espressione del proprio brand.

E quindi?
Cosa può fare un’azienda per sopravvivere a questa selezione naturale? (e uno studente per non piangere sulla sua tesi a distanza di qualche anno?)
Sicuramente non lasciarsi spaventare dai cambiamenti in cui incorre il web. Ma studiare, analizzare e mettersi in gioco con spirito critico, in modo da sfruttare al meglio gli strumenti presenti. E magari anche quelli futuri. 

Perché la selezione “social” dei brand è continua. E continua.

8 Commenti

Mi permetto di aggiungere una domanda, su un tema contemporaneo, come si “giustifca” la chiusura del desmoblog della ducati? FB, Twitter e YouTube possono sostituire e assorbire i contenuti (e le energie) di un blog (e/o forum)?
La mia impressione non è “favorevole”, manca un aggregatore, qualcosa che superi i 140 caratteri, di cui non bisogna essere per forza fans, e soprattutto non necessiti di un login.
Non viene a mancare una parte veramente “aperta”?

Paolo15 lug 10

La chiusura di forum e blog, in particolar modo quello che lei cita, penso sia conseguente alle politiche di web marketing interne all’azienda, che ha scelto di concentrare le sue energie solo su questi strumenti. Personalmente penso che Facebook e Twitter non possano sostituire un blog, un portale o un sito, ma dovrebbero integrarlo. Per quanto riguarda i social, questi strumenti sono indispensabili perché servono da piattaforma da cui nascono i contenuti da pubblicare.
Per quanto riguarda l’apertura, forse è un discorso troppo ampio (e proprio per questo ha diverse sfaccettature). Consideri solo che anche la rete stessa non è aperta a tutti, in quanto non raggiunge ogni utente della terra. Ma quello su cui occorre concentrarsi è più in generale la possibilità partecipativa e di condivisione che la rete, e in particolare i social, possono offrire. Partecipazione e condivisione che necessita comunque di regole, che garantiscano il rispetto degli altri utenti e la loro sicurezza.

Dagmara Bastianelli15 lug 10

Chissà se @gluca volesse, potrebbe dirci qualcosa di più sulla chiusura di Desmoblog. Sicuramente lui sa!

Ora lo twitto :-)
Raffaella

Raffaella15 lug 10

Se volete saperne di più sulla vicenda Desmoblog vi invito a leggere il mio post sul blog, dove nei commenti trovate alcune precisioni gi Gianluca.

http://www.womarketing.netsons.org/social-media-marketing/1728/ducati-chiude-il-suo-corporate-blog-il-futuro-delle-corporate-conversations/

andrea aka womarketing

Andrea15 lug 10

Nel web non si fa in tempo a dire futuro che è già il passato!

Egidio imbrogno15 lug 10

Considerazioni ed articolo molto interessanti.
Myspace ed i forum sono stati in parte il contesto che ci ha preparato ai social networks, probabilmente se i social media fossero arrivati prima non avrebbero avuto lo stesso successo ed uno sviluppo così celere e soprattutto non avrebbero avuto un effetto così pervasivo.
Secondo me ciò che ha permesso a Facebook, piuttosto che a Myspace o ai forum, di avere un successo così clamoroso è il fatto che sia riuscito a convogliare su un’unica piattaforma diversi aspetti; quali la semplicità nell’utilizzo e nella costruzione della propria pagina personale, la celerità nell’interazione tra gli utenti ed elemento più importante è riuscito a toccare in modo incredibilmente più efficace l’aspetto emozionale, su Facebook infatti è possibile tenersi in contatto con familiari, amici e conoscenti, condividere foto, pensieri, ecc… in modo molto più facile e veloce.
Ciò ha permesso di far familiarizzare l’utenza con questa nuova risorsa ed ha consentito a Facebook di fare da apripista ai social networks, in primis Linkedin e Twitter, e di cambiare così lo scenario della rete.
Infine credo che la tua tesi non abbia perso la sua utilità in quanto fotografa un contesto che ora non è più analizzabile e che ha creato le premesse per lo sviluppo del panorama attuale della rete.

Francesca Mura21 lug 10

last few days our class held a similar discussion on this topic and you illustrate something we have not covered yet, thanks.

- Laura

Submit Form06 ott 10

Un Forum ha dei costi… i moderatori vanno pagati e la facilità di gestione di un forum è inversamente proporzionale alla quantità di utenti che lo visitano…

Sono d’accordissimo con Paolo, viene sicuramente a mancare qualcosa.

Bellissimo articolo.

MiPnamic11 ott 10