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Social Ergo Sum: il nuovo imperativo di condivisione del web

Scritto il 23 giugno 2010 da Chiara Azalea (Social Media & Community Specialist)

“Io comunico ciò che viene condiviso”: questo il nuovo assioma della comunicazione sul web sempre più orientata verso una fruizione compartecipativa e sociale dei contenuti.

 

Da Condividi a Open Graph

Al “semplice” tasto condividi che permette di importare i nostri articoli all’interno di canali social, dando la possibilità (non banale) di aggiungere anche un commento di accompagnamento, si è aggiunta un’ennesima piccola grande rivoluzione in termini di fruizione contenuti: “Mi Piace” di Open Graph.

Cos’è Open Graph

“Open Graph” è una soluzione che permette di esportare l’esperienza di Facebook all’esterno del portale e renderla fruibile in qualsiasi altro contesto digitale.
L’ecosistema Facebook, quindi, si espande in maniera tentacolare su qualsiasi altro sito o blog, rivoluzionando le logiche di navigazione verso una visione compartecipativa di ogni contenuto.
Da oggi chiunque navighi un website con implementata questa tecnologia potrà interagire tramite Facebook senza accedere al portale.

Cosa rende possibile al lettore Open Graph

Ma come si esplicita questa nuova possibilità di interazione in termini di navigazione per l’utente?
In poche parole: navigo un sito, trovo un articolo che mi piace, posso raccomandarlo a tutti i miei amici di Facebook e vedere a quanti dei miei contatti lo stesso contenuto è “piaciuto”.

Un nuova mappatura semantica del web
“Il Web è stato connesso con i collegamenti ipertestuali tra pagine statiche di contenuti. Noi pensiamo che le connessioni tra le persone siano più importanti“: questo l’ambizioso proposito degli sviluppatori dell’ Open Graph Protocol che hanno aperto la strada ad una nuova mappatura semantica del web.
Si va quindi verso un inesorabile superamento dell’attuale mappatura della rete intesa come una ragnatela di collegamenti ipertestuali tra pagine statiche, abbracciando una nuova visione che ridisegna le connessioni tra persone (400 milioni di utenti attivi) e “elementi social” (contenuti condivisibili come video, pagine, news, foto etc), creando un nuovo universo di significati indagabile secondo nuove e inesplorate logiche.

Tutto ciò, senza considerare che il protocollo Open Graph è un set di meta dati licenziati sotto “open license agreement” e quindi può essere facilmente adottato e distribuito da altri creatori di piattaforme, rivoluzionando, potenzialmente, la trama della ragnatela nella sua totalità.

Ma per il businnes on line di un’azienda è meglio il “Mi Piace” o il “Condividi”?

Questo il dilemma amletico che si agita nel web in queste ultime settimane.
Con il condividi si generano link in grado di portare accessi facendo aumentare il traffico, ma il “mi piace”, in maniera indotta, riesce a catalizzare l’attenzione e stimolare la lettura: “se piace a un mio amico è possibile che interessi anche a me”.
Cosa implementare quindi? Meglio farli coesistere?

Il dibattito rimbalza da blog a blog, assumendo sfumature sempre più interessanti:

@RiccardoE consiglia il “mi piace” come collante sociale nei siti di e-commerce, ma nel suo blog, almeno per un periodo di prova, è tornato dal “mi piace” al condividi  (L’e-commerce del nuovo Facebook Open Graph 2#).

@tagliaerbe si chiede se Il bottone “mi piace” di Facebook faccia aumentare il traffico evidenziando come nel suo blog non sia stato registrato nessun incremento considerevole.

@ghido dà la sua soluzione  con il post  Come inserire il Facebook Like Button XFBML sul tuo sito, unendo in un pulsante le due funzioni “Condividi” e “Mi piace”.

E voi cosa ne pensate? Avete già implementato Open Graph nel vostro sito o blog? Gli accessi sono aumentati?  Che effetti ha avuto in termini di frequenza di rimbalzo nella fruizione dei contenuti?

Partecipate inserendo i vostri commenti e, per rimanere in tema, “Condivideteci” “Retwittateci” e.. dite ai vostri amici che.. “vi piacciamo”!

Come implementare OpenGraph:

Plugins da implementare nei siti o blog
http://developers.facebook.com/plugins

Api per gli sviluppatori
http://developers.facebook.com/docs/api

 

5 Commenti

Grazie per la citazione e complimenti per il blog.

Riccardo Esposito23 giu 10

Grazie per avermi citato! ;)

Ghido23 giu 10

Credo che la soluzione di Ghido sia quella più efficace tra le due a disposizione.

Non sottovaluterei l’immediatezza del pulsante “like” rispetto al vecchio “condividi”. Il succo sta tutto qui.

Se prima al click dovevo aspettare che si caricasse il box di sharing standard, selezionare eventualmente l’immagine, correggere titolo e descrizione e se soddisfatto cliccare invio, ora con un click al volo posso sopperire alla stessa necessità di far sapere al mondo che condivido il punto di vista dell’autore. Senza interrompere in alcun modo lettura, navigazione e fruizione dei contenuti in generale.

Il semplice fatto di non dover aspettare una manciata di secondi per compiere un’azione così “banale” (ma non è il termine giusto) è un grande passo in avanti.

Inoltre, e non è da sottovalutare, una volta applicato un Like a un articolo posso venire visualizzato in widget come la Activity Feed, che creano rapidamente un senso di community e di appartenenza (e che restituiscono molto bene l’idea dell’apprezzamento globale di un sito web).

Francesco Gavello24 giu 10

@Francesco Gavello: credo anche io che l’immediatezza sia uno dei plus maggiori, soprattutto in vista del fatto che l’utente, “perso” nel vortice di informazioni e imput che sul web lo travolge, gestisce il suo tempo in rete in maniera sempre più oculata.

Altro interessante spunto di riflessione che hai sollevato è la creazione di un senso di community e di appartenenza con l’Activity Feed.
Transliamo il tutto ad un prodotto o ad un’azienda e il valore aggiunto aumenta in maniera esponenziale.

Altra riflessione, la viralità su facebook quando conta secondo voi?
Il fatto che nella bacheca dei nostri amici appaia che a noi, ed eventualmente ad altre persone, sia piaciuto un link quanti click porterà all’articolo?

L’ideale sarebbe quantificarlo con esattezza su Analytics.

Chiara Azalea24 giu 10

Mi sembra un’ottima idea, anche in vista di una possibile integrazione con Google Analytics e Google AdSense, in quanto sarebbe valutabile e monetizzabile.

Enrico24 giu 10